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martedì 4 febbraio 2014

La vita non è un film. Ma manco per scherzo.

Si avvicina San Valentino ed il web si riempie di post su come la vita non sia un film, per riportare sulla terra le aspettative stellari di tante ragazze. O per consolare chi passerà il giorno di San Valentino come la sottoscritta, ovvero abbracciata ad un barattolo di gelato al cioccolato formato famiglia con musica triste a palla, mentre sfoglio foto di gatti su Internet e ne scelgo già nomi. Perché, rimanendo in tema, non è detto che alla fine Darcy si accorga di Bridget Jones. Benvenuti alsaziani, prego, cominciate a straziare le mie carni, ma senza sporcare il tappeto.

Il clichè più classico e romantico è ragazzo insegue/torna indietro da ragazza. O perché si è litigato usando parole emotivamente devastanti, o perché non si è fatto in tempo a dire qualcosa di significativo o per un ultimo bacio. Ok, seriamente, a quanti è mai capitato? Su le mani. E la storia di "è successo ad un'amica di una mia amica", Sex & the city docet, non ce la beviamo. 
Una volta, dopo una lite con l'ex storico, ho passato una notte ad aspettarlo alla finestra, eravamo in vacanza. Non ne vado orgogliosa, ma è successo. Lui era a ballare con gli altri. A quanto pare si è anche divertito, mentre io uggiolavo contro la persiana. L'amavo e bla,bla,bla. 
Ma noi siamo donne liberate, frutto di reggiseni bruciati in piazza e l'utero è mio e me lo gestisco io. Quindi, almeno personalmente, ogni tanto ci provo a fare la parte dell'uomo e a correre dietro al malcapitato di turno. Non dopo le liti. Quando c'è qualcosa di non detto nell'aria o si è stati lì lì per provarci, finalmente, dopo mesi di mi butto o non mi butto. Nella mia testa era una scena da film perfetta, la mia corsa per il pianerottolo fino alle scale, per dirgli che era lui, nessun altro che lui, lui che mi guardava stupito, rifaceva le scale a quattro a quattro e poi bacio, scena in dissolvenza, titoli di coda. 
Sono arrivata alle scale, mi sono detta "Ma che veramente?", ho girato sui tacchi ed ho passato il resto della serata con la testa sotto il cuscino, maledicendomi per non averci provato. Una settimana dopo ero nella stessa posizione, maledicendomi per averci provato (con conseguente educatissimo due di picche).

Abusatissimo anche il clichè della dichiarazione d'amore improvvisa, magari anche sotto la pioggia, giusto per non farsi mancare niente. Mai avuto dichiarazioni d'amore improvvise. Mai. O anche romantiche. Love Actually è colpa tua. No, dai, la scena la conosciamo tutti:


Ecco. L'unica cosa vera di questa scena è che di solito dichiarazioni così vanno a finire male. Ok, sorvolando sul fatto che Keira Knightely lo bacia. Ma rimane col marito. E chi si è visto si è visto. Sorvolerò anche sui miei tentativi di dichiarazioni d'amore plateali. Vi dico solo che i miei cartelli erano in disordine e non è che si capisse molto. Il fanciulletto in questione non ci capì molto, ma avevo quindici anni ed una terza di reggiseno, quindi nel dubbio BOOBS. 
Chi ha capito veramente tutto della dichiarazione d'amore sotto la pioggia sono i The Pills:


O gli addii. Quegli addii strapazzoni, no, me ne vado, lacrime negli occhi, Casablanca vaffanculo, suonala ancora. Affrontiamo la dura realtà dei fatti: con Internet non si può più dire addio sempre e pessempre. Alla domanda lanciata nel vento, alla finestra, mentre fuori piove "Chissà dov'è e cosa starà facendo", ci pensa Facebook. O Google. Insomma, una risposta si trova sempre. E WhatsApp è sempre lieto di ricordarci che fino a quando avremo salvato il numero in rubrica, da ubriachi sarà sempre una buona idea mandare un messaggino. No, non lo fate. Posate quel telefono, abbracciatevi alla tazza del gabinetto e aspettate che la sambuca trovi il suo sbocco innaturale dalla vostra bocca. Perché anche se mandate il messaggino, no, non verranno a salvarvi e a dirvi che vi amano, che aspettavano solo che voi li contattaste. No. It's not going to happen.

Poi c'è il mio clichè preferito, quello per il quale ho consumato tipo rotoli di carta igienica (mi dimentico sempre di comprare i fazzoletti da naso, chiedo venia), guardando film su film, serie tv su serie tv, leggendo libri su libri. Gli amici che poi si mettono assieme. Come presidentessa onoraria della Friendzone, vincitrice ogni anno della fascia "Una di noi ragazzi", posso dirvi che è raro. Molto raro. Ma le tensioni erotiche tra migliori amici tengono vive intere stagioni di serie tv, tipo Ross e Rachel, JD e Elliott. Ecco, loro due. Tipo questa scena:


Avete appena visto una cosa rarissima. Aspettative altissime, destinate ad essere deluse. Almeno ogni tanto qualcuno degli autori lo ammette di aver scritto una cavolata. La Rowling, per esempio, che ogni tanto se ne esce con una rivelazione su Harry Potter. Recentemente, in un'intervista rilasciata all'unica, vera ed inimitabile Emma Watson, ha rivelato che non avrebbe dovuto far finire Hermione e Ron insieme. Ok, le sue motivazioni non sono le mie, ma possiamo tranquillamente arrivarci. Insomma, Hermione, bella, intelligente che è da sei anni che frequenta solo la stessa ristretta cerchia di persone, per non parlare di un anno in campeggio solo con due amici, di cui uno già impegnato, ecco, in questa situazione quasi da laboratorio, è ovvio che finisce con Ron (anche perché Harry è lì che sospira pensando a Ginny). Ron sarà anche tanto simpatico, ma mica è alla sua altezza. Insomma, la ragazza è stata con una star internazionale di Quidditch.


Dopo questo post si potrebbe pensare che io sia un'avvilita, acida e destinata ad un futuro da zitella.
Signori, è già pronto un piano fatto di tè in veranda con le amiche, circondata da gatti, libri e buona musica.

E, a proposito di gatti, vi presento quello che chiamerò Elzeviro:


Vostra, sciagattante, disincantata e pronta a buttarla in caciara,

Platypus

7 commenti:

  1. Io ancora ricordo con molto onore un san valentino di 2 anni fa che passai sotto mentite spoglie a uno speed date all'ikea. bei tempi. belle scene. bel gatto.

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    1. Momento, momento momento: speed date all'ikea? Potrei abbandonare il barattolo di gelato per le girelline alla cannella.

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    2. ti prego andiamo allo speed date.

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  2. Allora non sono l'unico che si deprime in anticipo per San Valentino ;)
    Fortuna che per allora avrò finito la cura antibiotica e potrò festeggiare degnamente San Crispino ( = quest'ultima frase è un concentrato esplosivo di tristezza.)
    Io voglio un gatto :( Da stringere e coccolare. Magari che se ne stia seduto a gambe aperte come quel micione indolente che vidi una volta sotto casa. Ma sai che anch'io passerei ore a dare nomi ai gatti? :( Dei randagi che bazzicano da queste parti ho già battezzato Silvaro, Latte-e-Cereali, Seduto, Porco, Ippopotamo... e su un mio vecchio diario delle medie ho trovato una lista dell'anagraffio dei gatti che infestavano il quartiere di mia nonna: Veleno, Incubo, Cherubino, Pirra, Zefiro, Richmond (all'epoca andava di moda)...

    Raffy, aspirante gattaro e individuo deprimente, a rapporto! ;)

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