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domenica 5 gennaio 2014

Madre e tecnologia, io nel mezzo

Oggi affronterò un problema che attanaglia milioni di giovani al mondo. Il problema più grande, prima ancora della disoccupazione, prima dei contratti a termine, prima della ceretta tattica prima del terzo appuntamento. Si tratta di un problema affrontato già magistralmente da un grande sociologo dei nostri tempi, Zerocalcare. 

Insegnare ai genitori a usare il pc. O risolvere i loro problemi con la tecnologia. 
Quando ero a casa non c'era tanto bisogno, bastava che mia madre lanciasse un grido ed io arrivavo, pronta a sistemare il computer bizzoso e rissoso. Implicito che se dopo il mio intervento qualcosa non dovesse funzionare, la colpa ricadrà su di me e sui miei discendenti, fino alla settima generazione. Ma i tempi felici in cui ero a distanza di due stanze sono finiti. Adesso mi limito a fare ciao ciao con la manina da Roma, mentre mia madre si arrangia. Ma Madre non è donna da perdersi d'animo. Madre studia, Madre si documenta, Madre si applica. 
La mia reazione alla frase: "Platypus, se poi hai cinque
minuti, mi devi spiegare come funziona..."
La tendenza che ha preso piede da quattro anni è il tutorial. Mica il video tutorial, nono. Il tutorial realizzato da me a Madre sul pc, mentre Madre scrive e riassume i procedimenti. Ha proprio un'agenda dedicata al far funzionare le cose. C'è una pagina sul lettore DVD,una dedicata al frullatore, Skype, fare i biglietti su RyanAir e Trenitalia, Dropbox, Gmail e Facebook. Tutto scritto, passo dopo passo. Grazie al cielo Madre è un'alunna sveglia, se ne intende abbastanza da non chiamarmi per dirmi che "è sparito Google"[1]. Però ha avuto anche lei i suoi momenti, nei quali il panico faceva da padrone. Ho passato anche io la mia buona porzione di pomeriggi al telefono da Roma, spiegandole che no, non era possibile che Facebook si fosse rotto e che no, non potevo hackerare il profilo Facebook di mia sorella per farle accettare la sua richiesta di amicizia.

Questo Natale è stato il momento di Torrent. 
Stufa di dipendere da me e da mia sorella per scaricare film, Madre ha deciso di emanciparsi. Dopo averle debitamente installato il programma, ci siamo sedute al pc , pronte per il tutorial. Tra i suoi occhi si è aperta la solita rughetta di concentrazione, la mano brandiva la penna, l'agendona fabbricona era aperta sulle sue gambe ed io avevo già l'ansia da prestazione per la lezione.
-Allora Madre, quando cerchi un film ti conviene ricercare il nome del film, seguito da torrent.
-E me lo trova subito in italiano?
-Magari aggiungi ita alla ricerca.
-Ita? Si dice italiano.
-Per cercarlo su internet metti ita e ti trovi bene.
-Barbari.
-Allora, adesso lo abbiamo cercato e scarichiamo il file.
-Ha già scaricato il film?
-No Madre, questo lo devi aprire in Torrent e poi si mette a scaricare. Però devi trovare un file affidabile, controlla sempre le recensione ed il numero di seeders, che sono...sono...
-Che sono?
-Sono il numero delle persone che stanno condividendo quei file. [Quando ho pronunciato queste parole ho sperato che contenessero un minimo di verità. Ammettere di non sapere con mia madre mina tutto il processo di fiducia e di conferimento di capacità tecnologiche].
-Va bene. Allora poi lo apro in Torrent e poi?
-Poi lui scarica. lo puoi stoppare, rimuovere...
-E quelli sono i simbolini?
-Si.
-Il triangolino verso destra è il riprendi?
-Si.
-Ok.

Mia madre ha scritto, abbiamo fatto un'esercitazione, le ho creato un collegamento sul desktop con la cartella Download, ha provato lei a scaricare un file.
Ho abbastanza paura.  Soprattutto tremo e temo il momento in cui mi arriveranno telefonate su film che non si aprono, film che in realtà sono porno e film in uzbeko stretto con sottotitoli in urdu.
Allora sarò lontana. Vi ho mai detto della mia straripante voglia di non rispondere mai al telefono?

Per lo meno Padre ha un atteggiamento univoco: fa danni. E basta.

Vostra e sciagattante,
Platypus
[1] (regalino: quando alla fiera della Piccola e Media Editoria abbiamo incontrato Michele Foschini che ci ha parlato dell'esistenza di una telefonata registrata da ZeroCalcare in cui sua madre si lamenta della scomparsa di Google. Bramo quel file.)

2 commenti:

  1. Io alla mia genitrice feci un tutorial per le presentazioni powerpoint. Ma essendo sposata con un programmatore, sono all'ordine del giorno le telefonate del "si è rotto gugol, si è chiuso l'adiesselle, uindous mi chiede qualcosa". E soprattutto "mi è arrivata un'email della banca che mi chiede il pin, secondo te è vero?"

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    Risposte
    1. Padre una volta rispose ad una mail con un virus (testo del messaggio: "Per cortesia, la smetta di mandarmi mail con virus"). L'ORRORE.

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